La mentorship tutta al femminile della Commissione Europea


Il 15 novembre scorso la Commissione Europea ha inaugurato a Varsavia la prima rete europea di donne mentori per le imprenditrici, lo European Network of Mentors for Women Entrepreneurs. 170 donne di affari per 17 Stati dell’Unione, tra cui l’Italia, hanno dato il benvenuto alla prima rete per la mentorship femminile.

Le imprenditrici rappresentano oggi in Europa il 34,3% dei lavoratori autonomi, in Italia questo dato si ferma al 23,8%, un tasso ancora basso rispetto agli obiettivi posti dalla Strategia di Lisbona sulla parità di genere nel mondo del lavoro.

E allora, è proprio per aumentare e agevolare l’accesso delle donne nel mondo dell’imprenditoria che la Commissione europea ha lanciato il nuovo network di mentori per un supporto e assistenza da donna a donna. Le donne d’affari di successo supporteranno e daranno assistenza a tutte le imprenditrici che hanno intrapreso una nuova attività tra i due e i quattro anni fa.

Il network rientra tra le azioni previste dallo Small Business Act adottato dal 2008 dalla Commissione per valorizzare il ruolo delle PMI nell’economia dell’Europa anche attraverso l’adozione di politiche economiche specifiche per le piccole e medie imprese dei Paesi dell’Unione.

L’idea di incoraggiare e promuovere l’imprenditorialità femminile non è un’azione del tutto nuova alla Commissione europea che già dal 2009 ha lanciato la prima rete di donne Ambasciatrici dell’imprenditoria femminile, lo European Network of Female Entrepreneurship Ambassadors, con l’obiettivo di fornire testimonianze sull’organizzazione e la gestione dell’impresa nonché un sostegno empatico di conoscenza per le donne che si apprestano a diventare imprenditrici.

Le nuove “mentori” promuoveranno, anche attraverso il racconto della propria esperienza, l’imprenditoria femminile coinvolgendo e guidando le neo imprenditrici verso un’organizzazione del proprio lavoro e di quello dell’impresa capace di sostenere le politiche di conciliazione lavoro-famiglia.

“La creatività e il potenziale imprenditoriale femminile sono chiaramente una fonte di crescita economica e di nuovi posti di lavoro”, ha dichiarato Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Europea responsabile per l’industria. “In un momento di crisi come questo”, continua Tajani, “non possiamo rinunciare a questo potenziale. Incrementare il numero delle donne imprenditrici significa dare maggior potere economico alle donne e contribuire alla crescita dell’intero sistema”.

Le donne rappresentano un potenziale economico cui l’Europa e l’Italia non possono rinunciare, perché allora non agevolarne l’accesso al mondo del lavoro e dell’imprenditoria con politiche chiare e concrete?

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